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Festa di Orvieto: la tradizione si rinnova nella splendida cittadina umbra

La Festa della Palombella a Orvieto ha radici storiche profonde. Andiamo alla scoperta di una nota festa popolare in uno dei più bei tesori dell’Umbria

Appollaiata su una rupe di tufo, Orvieto è una cittadina surreale e fiabesca che riposa placida e indisturbata dominando maestosa sulla campagna umbra circostante, uno scenario mozzafiato dove la verticalità delle pareti rupestri lascia lo spazio all’imponenza delle numerose torri, oggi distrutte, e alle chiese romaniche, sulle quali svetta il Duomo di Orvieto, il cosiddetto “Giglio d’oro delle Cattedrali”, un’opera d’arte unica al mondo che è “un trofeo di gloria della fede, un miracolo d’arte, un prodigio”.

Orvieto centro storico è un borgo medievale tipico del centro Italia che custodisce curiosità geologiche e paesaggistiche, ma anche culturali, antropologiche e storiche. Una città che è il paradiso dell’arte e un esempio meraviglioso di integrazione tra la natura e l’opera dell’uomo. Una città bella da vedere e buona da gustare con i piatti tipici della cucina umbra. Una città ricca di tradizioni e funzioni religiose come il corteo storico rievocativo che coinvolge 400 figuranti, e la Festa della Palombella, istituita per volere della Famiglia Monaldeschi, nel XV secolo. Il 9 giugno si terrà anche quest’anno l’atteso evento, la festa di Orvieto, in Umbria, di antica tradizione storico religiosa, riunirà in Piazza Duomo una folla strepitante in attesa dell’esito favorevole della cerimonia come buon auspicio per l’annata agricola.

Bellezze architettoniche e artistiche da scoprire durante la festa di Orvieto

La Festa della Palombella: storia e tradizione della festa di Orvieto più popolare

La domenica della Pentecoste una colomba bianca, simbolo di purezza ed emblema dello Spirito Santo, parte dall’edicola raffigurante l’Empireo, posta sul tetto della Chiesa di San Francesco, e raggiunge il tabernacolo riproducente il Cenacolo eretto sul Sagrato del Duomo, transitando su un cavo aereo lungo via Maitani. Il rituale prevede che a mezzogiorno il vescovo sventoli un fazzoletto bianco dal balcone del Palazzo dell’Opera del Duomo, segnale che dà il via al volo della colomba, che evoca la discesa dello Spirito Santo sugli Apostoli e sulla Vergine Maria nel giorno della Pentecoste. Al suo arrivo, sul capo della Vergine e degli Apostoli, scoppiano mortaretti innescati da una fiamma. La colomba deve percorrere tutta via Maitani, senza interruzioni; se si ferma durante il tragitto, secondo antiche superstizioni, seguirà un anno di sventure.

Un evento che incarna molti significati e che è parte integrante della trazione popolare orvietana, oltre che della comunità religiosa.

La colomba viene poi donata all’ultima coppia di sposi novelli che ne avrà cura finché avrà vita.

I festeggiamenti proseguono nel corso dell’intera giornata con tradizioni e giochi popolari.

Festa di orvieto 2019: Orvieto in Fiore e Palio della Palombella

Durante i giorni della tradizionale Festa della Palombella, dal 7 al 9 giugno, prende vita l’evento “Orvieto in fiore” che prevede il concorso “Balconi e vetrine in fiore con i colori dei quartieri” e “L’aperitivo floreale Street Food”.

Il concorso è aperto a cittadini e commercianti invitati a vestire a festa la città con i colori e i simboli dei quartieri per arricchire ancor di più la scenografia medievale nella quale si cala Orvieto a partire dal weekend di Pentecoste, con la Festa della Palombella, e fino alle celebrazioni del Corpus Domini.

La festa sulla rupe di Orvieto prosegue con il Torneo dei Balestrieri e lo spettacolo medievale con premiazione delle infiorate e assegnazione del Palio.

E quest’anno una delle novità dell’edizione 2019 della festa di Orvieto sarà “l’aperitivo archeologico medievale”, un antico aperitivo le cui ricette sono state studiate da un archeologo direttamente da manoscritti del XII e XIII secolo e rese appetitose da uno chef. Si tratta di quattro piatti tra i più in voga nelle corti medioevali che saranno accompagnati dall’ippocrasso, un vino speziato e addolcito preparato secondo una ricetta di origine medioevale. L’idea prende spunto dal fatto storico sul quale si basa “Orvieto in fiore” e vuole rievocare il brindisi delle “nozze monaldesche” tra Giovanna del ramo “muffato” della Cervara e Pietro Antonio del ramo “melcorino” della Vipera che nel 1464 sugellarono definitivamente la pace nella città dopo oltre un secolo di scontri sanguinosi tra i discendenti dello stesso casato e i loro alleati.

Festa di Orvieto della Palombella, antica tradizione storico religiosa tra le più popolari del paese

Visitare Orvieto: città d’arte tra tufo e natura

La festa di Orvieto è l’occasione l’ideale per trascorrere un weekend a Orvieto, sulla rupe delle meraviglie, in una full immersion nella civiltà etrusca attraverso cunicoli, cisterne, cantine, cavità di molteplici funzioni nascoste nel sottosuolo urbano. Visitare Orvieto sotterranea consente di effettuare visite guidate in un complesso sotterraneo polivalente scavato a partire dal IX secolo a.C, dove pozzi, cave, laboratori e frantoi per le olive hanno garantito la sopravvivenza degli abitanti in superficie per millenni. Il Pozzo della Cava è un altro mondo sotterraneo da scoprire attraverso i secoli, anche se meno noto del gioiello di ingegneria idraulica quale è il Pozzo di San Patrizio, costruito nel 1527 per volere di papa Clemente VII, per assicurare a Orvieto la disponibilità di acqua durante l’intero anno. A Orvieto il Duomo rappresenta una delle più significative creazioni dell’architettura gotica italiana ed è uno dei monumenti di Orvieto più celebri per la stupenda facciata del Maitani e il maestoso interno, su tre navate, che ospita tra gli altri tesori d’arte, il celebre ciclo di affreschi “La fine del Mondo” che Luca Signorelli dipinse a cavallo del 1500. La salita sulla Torre del Moro a Orvieto (250 gradini per godere della vista sulla città) e una passeggiata in Piazza del Popolo vi avranno aperto abbastanza lo stomaco per assaporare qualche piatto tradizionale in uno dei ristoranti a Orvieto. Il nostro consiglio: un bel piatto di umbrichelli!