Alla scoperta dell'essenza della cultura dominicana
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Curiosità dal mondo: musica, danza e tradizioni...

Curiosità dal mondo: musica, danza e tradizioni della cultura dominicana

Un paese eclettico e multiculturale che vive di topici, ma custodisce usanze e tradizioni da scoprire nella loro essenza.

Descrivere la Repubblica Dominicana non è compito facile. Un paese di contrasti che vive dietro i topici del turismo, che ride, balla e soffre in parti uguali. Un paese di cui conosciamo la celebre cucina caraibica, le spiagge affollate di turisti e palme di cocco davanti a una distesa di acqua turchese e cristallina, il merengue, la bachata e l’inconfondibile buonumore di un popolo, il più meticcio del mondo, abituato a vivere tra lusso e miseria. Un paese che vive a suon di musica, a dispetto della povertà, dei problemi sociali e dell’incertezza assoluta del domani e che rappresenta un mix di civiltà e tradizioni che hanno dato vita alla cultura dominicana così come la conosciamo oggi, frutto dell’eredità africana, spagnola e indigena. Un paese che conserva ancora le tracce del suo passato coloniale e degli indios Taino che abitavano l’isola prima della conquista spagnola. Un paese che ha l’odore di caffè, rum dominicano e sigari e che vive la sua quotidianità nei saloni di bellezza e negli alimentari di quartiere, i colmados, entrambi con un ruolo sociale e culturale indiscutibile. Visitare questa zona caraibica significa conoscere il variopinto mondo della Repubblica Dominicana al di là di un braccialetto all inclusive.

Cultura dominicana: tradizioni musicali caraibiche

Il merengue è parte integrante dell’identità nazionale, nato dalla combinazione di strumenti che riflettono la triplice origine della Repubblica Dominicana: la güira, di origine Taino, è un cilindro di metallo forato, percosso o raschiato con una bacchetta; la tambora è un tamburo di origine africana; la fisarmonica è sbarcata sull’isola durante i viaggi di Colombo. Si narra che il ballo, dichiarato dall’UNESCO Patrimonio Culturale Immateriale dell’Umanità, venne importato dagli schiavi di provenienza africana. Questi, costretti a lavorare nei campi di canna da zucchero dell’arcipelago caraibico legati alle caviglie con delle catene, non avevano possibilità di grandi movimenti con le gambe, iniziarono quindi a muovere quello che potevano: bacino e spalle, come forma di espressione liberatoria rispetto alla loro schiavitù. La base metrico/ritmica del ballo era semplice, e riprendeva la cadenza delle marce forzate: un dos, un dos, un dos… Altri, invece, sostengono che il ballo prenda il nome dalla meringa, il famoso dolce ottenuto dagli albumi d’uovo e dallo zucchero a velo. Il movimento di questa danza ricorderebbe quello fatto per montare a neve gli albumi durante la preparazione delle meringhe. Indipendentemente dalla sua origine, il merengue è il cuore e l’anima della musica e della cultura dominicana, ballato dal parrucchiere, sotto una pioggia tropicale o sul Malecón di Santo Domingo, sempre con un ritmo contagioso e vibrante.

Vivacità ed eterogeneità della cultura dominicana, meltin’pot di razze, culture e civiltà

La gastronomia dominicana: un sancocho di sapori

La Repubblica Dominicana non può essere capita senza la sua cucina. Le ricette regionali si sono alimentate di molte culture, il cibo dominicano per eccellenza, infatti, non esiste, ogni ricetta è frutto della storia nazionale. I taínos fecero conoscere agli spagnoli la yucca e il casabe, pane azzimo croccante e sottile preparato con la farina di yucca; Colombo portò cereali, legumi e verdure; e gli africani prodotti quali igname, banana e anguria. Una cucina variegata condita con peperoncino, cipolla, aglio, origano, coriandolo e arancia acida che ha fatto della bandera il suo piatto nazionale, a base di riso bianco, fagioli (generalmente neri o rossi) e carne o pollo. E ancora tostones (fettine di una varietà di banano), stufati e zuppe quali sancocho o asopao, yaniqueques (lo stuzzichino più tipico del Paese), purè di banane verdi o i pasteles en hojas, pasticci di carne avvolti e cucinati in foglie di banano, tra i piatti tipici caraibici. Ricette che sono anch’esse un segno d’identità della cultura dominicana, elaborate con cura, pazienza e allegria che danno vita a una gastronomia varia e appetitosa, tutta da gustare.

Il carnevale è la festa più tipica della cultura dominicana da scoprire in un viaggio ai Caraibi

Usi e costumi della cultura dominicana: il carnevale

Ai Caraibi, si sa, si va per sposarsi o a prendere il sole. Gli alberghi di Punta Cana, infatti, sono ormai una delle tradizioni di matrimonio di molte coppie desiderose di sposarsi al caldo in una location paradisiaca. Eppure, questa perla caraibica ha molto altro da offrire e numerose tradizioni da scoprire per chi ha intenzione di organizzare viaggi e vacanze ai Caraibi. Primo fra tutti il Carnevale, festeggiato durante il mese di febbraio in tutto il paese con maschere create e dipinte a mano. Il più importante dell’isola è quello che si tiene a La Vega, uno dei carnevali più antichi la cui prima manifestazione sembra risalga addirittura al 1520. Le sfilate danno vita a una festa unica di musica, colori, danze e maschere, in cui protagonista incontrastato è il diablo cojuelo (letteralmente, diavolo zoppo), una parodia del cavaliere medievale spagnolo: indossa un costume colorato e adornato con specchietti, sonagli, nastrini e campanelli, completato da un mantello e una maschera con grandi corna. Brandisce una specie di frusta arrotondata, o vejiga, ricavata da una vescica animale, e durante le sfilate sorprende gli spettatori distratti con una sferzata sulle natiche.

Pronto a conoscere le feste e tradizioni della cultura dominicana, la sua gente, la sua storia e i piatti tipici? Conoscendo il suo passato e il suo presente sarà più facile amare questa bellissima isola di contrasti.