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Girare per Roma, ripercorrendo le scene de ‘La ...

Girare per Roma, ripercorrendo le scene de ‘La Dolce Vita’

Roma è la città eterna che viene ammirata da tutto il mondo per la sua atmosfera e i suoi reperti archeologi unici, eco di un tempo che fu. Però non sono solamente i fori imperiali, la scalinata di Trinità dei Monti o il Colosseo a creare quest’aura di grandezza. C’è un regista che, con un solo film, è riuscito a rendere immortale la fama di Roma in tutto il mondo: Federico Fellini. Le scene de la “Dolce Vita”, film uscito nel 1960 e vincitore della Palma d’Ora al 13º Festival di Cannes, molto criticato a quei tempi per i contenuti ritenuti, da alcuni, scandalosi, infatti, continuano a rivivere ogni giorno per le strade della capitale italiana.

In questi giorni si celebra il cinquantanovesimo anniversario di questa opera d’arte che non può essere inserita solamente nella categoria dei film romantici. È molto di più. È un film che ha reso immortale la vita di Roma a cavallo fra gli anni ’50 e gli anni ’60, epoca del boom economico. Per questo, un “viaggio cinematografico”, ripercorrendo le strade della capitale italiana attraverso questo capolavoro di Fellini, può essere l’idea perfetta sia per un weekend romantico ma anche per chi ha voglia di riscoprire la capitale sotto una nuova luce, quella dei riflettori. Ecco un piccolo tour sulle orme de La Dolce Vita, inseguendo le bellezze della città eterna in compagnia di Marcello Mastroianni, alias Marcello Rubini, il protagonista del film.

Per ripercorrere le scene de La Dolce Vita, il punto d’inizio è senza dubbio Via Veneto

Tutte le scene de La Dolce Vita conducono a Via Veneto

La Via Veneto che si può ammirare nelle scene de La Dolce Vita, piena di luci, flash dei paparazzi (termine inventato dallo stesso Fellini e poi usato da allora a livello internazionale), hotel di lusso, bar e ristoranti, in realtà è stata ricostruita completamente negli studi di Cinecittà. In ogni caso, è proprio qui che, sia nella vita reale che nel film, facevano la loro apparizione diverse stelle dello spettacolo e della cultura, nazionali e internazionali. Cosa è rimasto di quell’epoca in Via Veneto che è ancora oggi visibile? Anche se non esiste più la vita mondana e culturale di quell’epoca, si può assaporare ancora l’eco de La Dolce Vita passeggiando fra gli alberghi, i ristoranti e le boutique, i più lussuosi della città. Purtroppo, pian piano, dopo la fine del boom economico degli anni ’60, i caffè che avevano rappresentato una delle attrazioni di Roma, come il Café de Paris, hanno chiuso i battenti, lasciando un’aura malinconica dietro di sé. In ogni caso, per rendere omaggio all’arte del regista de La Dolce Vita, all’inizio della Via Veneto, presso la Porta Pinciana, è possibile passare per il Largo Federico Fellini. A pochi passi di lì, inoltre, una targa dedica qualche parola al maestro e alle scene de La Dolce Vita: “A Federico Fellini che fece di via Veneto il teatro della Dolce Vita”.

Una delle scene de La Dolce Vita più iconiche si svolge all’interno della fontana di Trevi

Cosa fare a Roma di notte? Visitare la fontana di Trevi, ovviamente

È quasi impossibile ritrovare la fontana di Trevi nelle stesse condizioni di Marcello Mastroianni e di Anita Ekberg in una delle scene de La Dolce Vita più famose e, in generale, della cinematografia italiana. Da anni, i turisti di tutto il mondo si avventurano per le stradine del centro storico di Roma, alla ricerca di una delle più famose attrazioni turistiche di Roma e buttandosi alle spalle una monetina, per essere sicuri di ritornare nella città italiana. Lasciatevi guidare di notte fino alla piazza e probabilmente, se avete la fortuna di poterla ammirare con poca gente attorno, potrete avere la sensazione di sentire una voce che esclama: “Marcello, come here!”. Quella che può sembrare agli occhi degli spettatori una delle location più romantiche ha assistito, invece, a dei retroscena piuttosto divertenti. Pare, infatti, che mentre la nordica Anita Ekberg riuscì perfettamente a restare nell’acqua della fontana per girare la scena, il povero Mastroianni fece ricorso a una muta e a della vodka per sopportare il freddo della notte e delle acque di uno dei monumenti principali di Roma.

La cupola di San Pietro, una delle location più romantiche

Nonostante si tratti di uno dei luoghi più importanti e riconoscibili delle cultura cristiana, la cupola di San Pietro ne La Dolce Vita, è lo scenario di un episodio tutt’altro che religioso. È proprio qui che, infatti, lungo la scalinata che porta alla cima, si incontrano per la prima volta il giornalista Marcello e l’attrice internazionale Sylvia (Anita Ekberg). Come nel caso di Via Veneto, anche questa scena de La Dolce Vita venne girata direttamente a Cinecittà. In ogni caso, la cupola di San Pietro è una delle location imprescindibili da vedere a Roma, sia dall’interno che dall’esterno, visto che questo monumento può essere ammirato da diversi punti della città eterna, diventando un simbolo per tutti i romani.

Piazza del Popolo non può mancare nell’itinerario se si vogliono rivivere le scene de La Dolce Vita

Piazza del Popolo, fra le piazze da visitare a Roma

Un altro degli elementi fondamentali dell’opera più importante e riconosciuta di Fellini sono le piazze. Qui si incontrano spesso nuovi e vecchi personaggi del film, dagli intellettuali alle persone del popolo. Proprio nella famosa Piazza del Popolo, per esempio, si svolge una delle scene de La Dolce Vita fra Marcello e Maddalena (interpretata da Anouk Aimee) e in cui lo stesso giornalista dà un passaggio a una prostituta. Alla fine di questa sequenza, i due hanno un rapporto sessuale, nonostante Marcello abbia una relazione con la sua fidanzata di sempre, Emma, al corrente delle sue scappatelle. Un’altra piazza che è rimasta nell’immaginario collettivo a pochi passi dalla Via Veneto è Piazza Barberini. In questo luogo si può concludere il tour sulle orme de La dolce vita, dalla parte opposta di Via Veneto rispetto alla Porta Pinciana. Perché visitare questa location? Può essere un’ottima occasione per visitare il Palazzo Barberini (da cui prende il nome la piazza), costruito con alcune pietre “prese in prestito” dal Colosseo, che attualmente è la sede della Galleria Nazionale d’Arte Antica.